La recente condanna da parte dell’85% degli anglicani del Sud del mondo alla nomina della “vescova” lesbica Cherry Vann ad arcivescova del Galles rappresenta un momento di straordinaria lucidità spirituale e coraggiosa fedeltà alla Parola di Dio da parte delle Chiese anglicane del Sud globale, in particolare quelle aderenti alla GAFCON.
In un’epoca in cui molte confessioni cristiane dell’Occidente sembrano sempre più affascinate dallo spirito del mondo e inclini a piegare la verità del Vangelo ai dettami del relativismo morale, le chiese del Sud del mondo, autenticamente radicate nella Scrittura e nella Tradizione, si ergono come fari di coerenza dottrinale e purezza evangelica.
È importante ricordare che la Comunione Anglicana non è una struttura monolitica, ma una confederazione di chiese autonome, e che l’arcivescovo di Canterbury non ha alcuna autorità giuridica universale, ma è solo il primate della Chiesa d’Inghilterra.
In tale contesto, la GAFCON, che rappresenta la stragrande maggioranza dei fedeli anglicani nel mondo (circa l’85%), ha giustamente alzato la voce per ribadire che la fede cristiana non può essere distorta per soddisfare le mode culturali del momento.
Le parole del Reverendo Laurent Mbanda, presidente del Consiglio dei Primati del GAFCON, sono un chiaro grido profetico che denuncia l’apostasia galoppante nelle chiese britanniche, accusando a giusto titolo la leadership gallese di aver ceduto alle pressioni mondane che sovvertono la verità del Vangelo e la dottrina apostolica.
Le citazioni dalla Lettera ai Romani e dalle epistole petrine risuonano come monito inequivocabile: Dio stesso ha parlato attraverso la Scrittura, e nessun sinodo, per quanto numeroso o democratico, ha il potere di alterarne il significato.
Inoltre, la dichiarazione di GAFCON mostra solidarietà concreta e affettuosa verso quei fedeli anglicani del Galles che si sentono traditi e abbandonati dai loro pastori, offrendo loro una “casa spirituale” sicura all’interno della Rete Anglicana in Europa (ANiE), dove l’integrità della fede viene preservata e promossa.
Il GAFCON non è una corrente marginale, ma è la voce viva e numericamente maggioritaria dell’anglicanesimo mondiale, soprattutto in Africa, Asia e America Latina, dove l’evangelizzazione cresce nonostante persecuzioni, ostilità e martirio.
La testimonianza del Primate della Chiesa Anglicana della Nigeria, Henry Ndukuba, rafforza questa posizione con fermezza e carità: la nomina di una lesbica praticante alla guida di una chiesa nazionale non è un “progresso”, ma un tradimento della fede consegnata una volta per tutte ai santi. Egli denuncia giustamente anche il degrado morale e dottrinale che ha preceduto questa elezione, ricordando il fallimento della leadership del predecessore Andrew John, segnato da scandali e gravi carenze etiche.
Non si tratta, dunque, di “omofobia” o di “intolleranza”, come gridano certi ambienti ideologizzati dell’Occidente post-cristiano, ma della legittima e doverosa difesa dell’ortodossia e della santità della Chiesa.
La voce dei credenti anglicani del Sud del mondo, spesso ignorata o disprezzata dai media occidentali e dai circoli ecclesiastici liberal, si leva oggi con la forza della verità e della coerenza, rifiutando ogni compromesso con il peccato, ogni giustificazione della trasgressione, ogni manipolazione delle Scritture.
È particolarmente significativo che questa voce provenga da regioni in cui la Chiesa non è solo viva, ma anche sofferente e perseguitata: lì dove si muore per il nome di Cristo, la fede non è un gioco ideologico, ma una realtà vitale. In questo senso, la GAFCON è la vera erede della Riforma anglicana, quella che unisce amore per la Bibbia, culto reverente, vita santa e coraggio evangelico.
L’atto di apostasia della Chiesa in Galles, celebrato dai media occidentali come “inclusivo” e “rivoluzionario”, è in realtà un gesto di rottura con la Tradizione cristiana e con la morale naturale, ed è un’ulteriore prova del baratro dottrinale in cui stanno precipitando molte chiese europee.
Tuttavia, la buona notizia è che la vera fede non muore, ma si purifica e si rafforza: nei cuori dei milioni di anglicani del Sud globale, Cristo continua a regnare e la Scrittura continua a essere luce per il cammino. Essi, nella fedeltà a Dio e nella carità verso tutti, sono oggi i veri custodi della fede anglicana, e meritano il sostegno e l’ammirazione di tutti coloro che, ovunque, credono nella verità del Vangelo.
In conclusione, questa dichiarazione unitaria e coraggiosa della GAFCON rappresenta non solo una risposta alla deriva gallese, ma anche una speranza per l’intera cristianità: la speranza che, anche in mezzo al disordine e al tradimento, lo Spirito Santo continui a suscitare testimoni fedeli e pastori coraggiosi, capaci di custodire il deposito della fede, di difendere la santità del matrimonio, e di proclamare con gioia e fermezza che Cristo è Signore, ieri, oggi e per sempre.
