«È gravissimo che la Cgil strumentalizzi una vicenda intima e dolorosa, come quella di una studentessa del Liceo Aristofane di Roma, e si accanisca contro una docente “colpevole” di essersi rifiutata di chiamare una persona con un altro nome e di non riconoscere l’antiscientifico concetto di identità di genere. Ed è ancora più grave che la dirigente del Liceo, Raffaella Giustizieri, abbia annunciato l’approvazione da parte del Consiglio d’Istituto dell’assurda e illegale Carriera Alias per il prossimo 24 aprile, come dimostra una circolare di cui è venuta in possesso Pro Vita & Famiglia».
Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia.
«Se è doveroso che la scuola indaghi su eventuali offese alla studentessa, è altrettanto doveroso farlo nei confronti della professoressa, che sarebbe stata insultata dall’alunna la quale è stata poi per questo sospesa. La macchina del fango contro la docente dimostra quanta ideologia ci sia dietro le assurde pretese di chi vorrebbe introdurre nelle scuole dei nostri figli e i nipoti uno strumento pericoloso e illegale, che vuole inculcare nella mente degli adolescenti l’assurdo concetto che si possa nascere nel “corpo sbagliato” e per questo intraprendere percorsi di transizione, prima sociale e poi eventualmente anche chirurgica, spesso con conseguenze e danni irreversibili» conclude Coghe.
