Vogliamo ricordare una storia millenaria scritta sulle pareti di roccia e tra le chiome delle foreste del Parco del Monte Cucco. Essa narra di uomini capaci di abitare nel silenzio le pendenze più impervie dell’Appennino non per sfruttarle o depredarle, ma per diventarne i custodi attivi. È l’eredità della tradizione monastica che, secoli fa, ha saputo trasformare la ricerca del silenzio interiore in una vera e propria scienza agronomica e forestale precorritrice dei tempi , regalandoci quei “patriarchi vegetali” – come il Castagno con la sua circonferenza di metri 7,90 sopra l’eremo, Abeti Bianchi tra le località Ara dei Frati e Peràto Longo i Tigli monumentali del Beato o i noci selvatici delle Balze del Col del Nasséto – che ancora oggi ammiriamo, come riportato negli studi del Prof.Euro Puletti.
Da questa radice profonda ed eccezionalmente attuale, l’Associazione Eticamente ha dato vita alla sua nuova “Carta d’Intenti e Manifesto Etico per l’Attività di Protezione Ambientale”. Un documento programmatico che sceglie come guida e intercessore il Beato Paolo Giustiniani (1476-1528), l’uomo che già nel 1520, nelle sue Constituzioni, codificò una norma forestale tassativa: l’obbligo di curare i boschi affinché venissero «più tosto allargati, & cresciuti», imponendo la piantumazione di migliaia di nuovi alberi ogni anno.

Il Manifesto di Eticamente non nasce per celebrare un’utopia astratta o per nostalgia del passato, ma per rispondere con precisione scientifica e responsabilità morale alle emergenze del nostro tempo: l’abbandono delle aree interne, il dissesto idrogeologico e la piaga devastante degli incendi estivi.
Il Manifesto di Eticamente non nasce per celebrare un’utopia astratta o per nostalgia del passato, ma per rispondere con precisione scientifica e responsabilità morale alle emergenze del nostro tempo: l’abbandono delle aree interne, il dissesto idrogeologico e la piaga devastante degli incendi estivi.
Attraverso tre pilastri operativi, l’Associazione intende dimostrare che la natura non si tutela escludendo l’essere umano, ma valorizzando il suo lavoro onesto. Dalla gestione trasparente e democratica dei beni comuni (ispirata alla storica “Regola della Ruota” montecoronese, dove il potere era un servizio temporaneo a termine) fino alle azioni concrete di manutenzione dei sottoboschi e dei sentieri storici come la Strada della Vigna, la presenza dell’uomo si rivela la prima e più potente opera di protezione civile. Prendersi cura della terra non è un costo assistenziale, ma un dovere di giustizia sociale. Un impegno condiviso per il territorio Con questo Manifesto, che sarà presentato ufficialmente alla cittadinanza durante gli appuntamenti e le feste di settembre a Scheggia e Costacciaro, Eticamente lancia un patto di reciprocità e legalità a tutta la comunità, ai tecnici, ai boscaioli e alle istituzioni locali. L’obiettivo è tracciare percorsi accessibili di sviluppo sostenibile, ridando voce a una storia che ha già dimostrato, su queste stesse montagne, che l’armonia tra uomo e natura è possibile. Unendo la precisione della scienza forestale alla profondità della custodia del Creato, lavoriamo insieme affinché le nostre montagne tornino a essere un presidio sicuro di civiltà e uno spazio in cui le nostre comunità possano ritrovare stabilità e futuro.
Di seguito il testo della Carta d’Intenti e Manifesto Etico per l’Attività di Protezione Ambientale dell’Associazione Eticamente, completo di tutte le fonti storiche e scientifiche.
Custodi dell’Appennino: la lezione del Beato Paolo Giustiniani per il futuro dei nostri boschi.
Roberta Antonini


Sacrosanta tutela dei nostri boschi, torniamo a piantare alberi dove è possibile come avveniva nel recente passato.