Ieri pomeriggio si è disputata la tappa “regina” del Tour de France, da Vif al traguardo in salita sul Col de la Loze, 171,5 km di pura montagna,tre Hors Catégorie (Glandon, Madeleine e Loze) con un dislivello totale di circa 5 500 m, una prova di pura forza, tattica, resistenza e cuore, senza interruzioni tra un evento e l’altro.
Dai primi chilometri è partita una fuga numerosa con Wellens, Lutsenko, Arensman, Jorgenson, Roglič, O’Connor e altri 14 a formare il plotone di testa, dietro il gruppo dei big con Pogacar, Vingegaard, Roglič, Onley e compagni che ha lasciato fare, la Visma-Lease a Bike ha imposto ritmo sul Madeleine provando a isolare Pogacar, ma senza riuscirci, Vingegaard ha attaccato a 72 km dall’arrivo ma Pogacar ha risposto colpo su colpo, il gruppo si è spezzato tra scalatori, fuggitivi e contropiedisti.
O’Connor ha resistito nel gruppo di testa dando fondo alle energie fino alla Madeleine, poi ha capito che era il giorno giusto e ha aspettato la discesa per lanciarsi in solitaria, restando da solo a circa 17 km dall’arrivo e guadagnando decine di secondi, intonando uno sforzo monumentale tra curve, ventagli e pubblico che toccava la bici, mentre Vingegaard e Pogacar lasciavano correre la fuga senza voler collaborare, arrivando sullo stesso ritardo di 2‑3 minuti.
Proprio sull’ultimo muro del Col de la Loze Pogacar ha sferzato un attacco ed è riuscito a staccare Vingegaard di circa 9 secondi, guadagnando terreno nella classifica generale (ora 4′26″ il suo vantaggio su Vingegaard).
O’Connor ha tagliato il traguardo in solitaria in 5h 03′ 47″ con 1′45″ su Pogacar e 1′54″ su Vingegaard, respirando a pieni polmoni sulla cima – la sua seconda vittoria al Tour – e dichiarando che non se lo aspettava.
Alle sue spalle Pogacar e Vingegaard hanno seguito senza voler rischiare troppo, mantenendo i rapporti di forza, dietro di loro Oscar Onley ha concluso quarto a 1′58″ mantenendosi aggrappato alla possibile terza piazza in classifica generale, ora staccato di soli 22″ da Florian Lipowitz e a +1′26″ su Roglič, proiettandosi verso una storica top 3 che sarebbe la prima presenza scozzese sul podio del Tour.
Dietro di lui Rubio, Gall, Roglič, Yates, Johannessen e Kuss completano, al momento, la top 10, mentre la classifica finale della tappa recita O’Connor, Pogacar, Vingegaard, Onley, Rubio, Gall, Roglič, Yates, Johannessen, Kuss.
Per Pogacar anche il mantenimento della maglia a pois e l’ulteriore consolidamento della maglia gialla, mentre Jonathan Milan conserva la maglia verde e aggiunge punti sullo sprint intermedio di Riouperoux, portando a casa un’altra grande prova nelle volate nonostante la caduta di ieri.
Sul fronte tattico la Visma non è riuscita a spezzare la coppia Pogacar‑Vingegaard e paga l’immobilismo che ha permesso a O’Connor di involarsi.
La contesa tra Pogacar‑Vingegaard resta aperta: Pogacar è ora forte di un vantaggio netto ma Vingegaard ribadisce che “Tour is not over. Still”.
