Il baseball in Italia gode di scarsa popolarità ma rappresenta comunque una disciplina affascinante che nel 2025 continua a essere regolata dalla FIBS (Federazione Italiana Baseball Softball) in conformità con le regole internazionali dettate dalla WBSC (World Baseball Softball Confederation), pur con alcune specifiche adattamenti locali.
Le regole fondamentali del gioco, che si svolge tra due squadre di nove giocatori ciascuna, restano invariate: l’obiettivo è segnare più punti dell’avversario portando i corridori a completare il giro delle quattro basi – prima, seconda, terza e casa base – dopo aver battuto la palla lanciata dal pitcher avversario.
Ogni partita si articola in nove inning, ciascuno diviso in due metà: nella prima la squadra ospite attacca, nella seconda quella di casa; ogni metà inning termina quando la squadra in difesa riesce a eliminare tre battitori-corridori.
Le eliminazioni possono avvenire per strikeout (tre strike consecutivi, ovvero lanci validi non battuti), per presa al volo, per gioco forzato (quando un corridore è costretto ad avanzare e viene eliminato con la palla sulla base di arrivo prima di lui) o per tag (toccare il corridore con la palla in mano).
Il campo da baseball è composto da un diamante con le basi poste a 27,43 metri l’una dall’altra e da un outfield che si estende oltre la linea che collega prima e terza base.
Il lanciatore (pitcher) deve eseguire i lanci dal monte di lancio, posto a 18,44 metri dal piatto di casa base, rispettando una serie di regole di movimento per evitare i cosiddetti balk, ossia infrazioni che permettono ai corridori di avanzare.
Ogni battitore ha diritto a tre strike o quattro ball: tre strike e viene eliminato, quattro ball e conquista la prima base. Una battuta può essere valida (hit), se cade nel territorio buono e permette l’avanzamento o il punto dei corridori, o essere un fuoricampo (home run) se supera la recinzione dell’outfield nel territorio valido, garantendo così un punto per ogni corridore in base.
La formazione in difesa si schiera con un ricevitore (catcher), un lanciatore, tre interni (prima, seconda e terza base), uno shortstop (interbase tra seconda e terza) e tre esterni (left field, center field, right field).
Le regole italiane nel 2025 prevedono l’adozione obbligatoria del battitore designato (DH) in Serie A, ovvero un decimo giocatore che batte al posto del lanciatore senza dover giocare in difesa, una regola mutuata dalla Major League Baseball americana per incentivare l’offensiva.
Inoltre, nel campionato italiano è ammessa la presenza di un numero limitato di giocatori stranieri per squadra, secondo un regolamento che mira a valorizzare i vivai locali e lo sviluppo dei giovani italiani.
I campionati sono divisi in varie categorie: Serie A, Serie B, Serie C e campionati giovanili, con promozioni e retrocessioni e una struttura piramidale.
Le partite seguono regole uniformi, anche se nei campionati giovanili la durata può essere ridotta a sette inning. Ogni squadra dispone di un roster che può essere gestito con sostituzioni tattiche illimitate ma definitive: un giocatore sostituito non può più rientrare in campo, salvo alcune eccezioni per infortuni gravi.
Gli arbitri sono quattro nei campionati principali (uno per base e uno dietro casa base), due o tre nelle categorie inferiori, e hanno il compito di giudicare ogni azione secondo il regolamento ufficiale.
In caso di parità al termine dei nove inning, si procede con gli extra inning fino alla rottura dell’equilibrio, con l’adozione della regola del tie-break: ogni inning supplementare inizia con un corridore in seconda base per aumentare le possibilità di segnare.
Le attrezzature devono rispettare precisi standard: la mazza può essere in legno o in materiale composito (ma solo in alcune categorie giovanili è ammessa quella in metallo), il guantone deve essere conforme alle misure regolamentari, e il casco è obbligatorio per i battitori e per i corridori.
In Italia, particolare attenzione è rivolta alla sicurezza, e nel 2025 è in vigore l’obbligo del caschetto doppia protezione per i battitori mancini. Le squadre devono seguire rigide procedure amministrative, tesseramenti e idoneità medica, e ogni infrazione comporta sanzioni sportive o amministrative.
È attivo anche il sistema VAR per alcune partite di alto livello, con la possibilità di challenge da parte dei manager su chiamate controverse, ma il suo uso è ancora in fase sperimentale. Infine, un aspetto peculiare delle regole in Italia è l’obbligo di schierare per almeno sei inning, nelle categorie inferiori, un numero minimo di giocatori formati localmente, misura pensata per favorire la crescita del movimento nazionale.
Foto di Joshua Choate da Pixabay
