La Santa Sede è già intervenuta nei confronti dei vescovi tedeschi, e il Papa Leone XIV ha preso pubblicamente le distanze dalle cerimonie di benedizione per coppie dello stesso sesso introdotte dal cardinale Reinhard Marx nell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga. Durante la conferenza stampa tenuta sul volo di ritorno dal suo primo viaggio apostolico in Africa, il Pontefice ha dichiarato che è stato chiarito che non vi è accordo con la formalizzazione di benedizioni per coppie, in particolare omosessuali o in situazioni irregolari, oltre quanto specificamente consentito da Papa Francesco. Un consenso, peraltro, la cui portata resta discussa, come dimostrano le reazioni divergenti in diverse parti del mondo, specialmente in Africa, oltre alle tensioni ecumeniche che ne sono derivate.
Questa presa di posizione rappresenta finora la più esplicita correzione del percorso avviato dal Cammino sinodale tedesco in materia di benedizioni. Arriva pochi giorni dopo che Marx aveva inviato una lettera ai sacerdoti e agli operatori pastorali della sua arcidiocesi, indicando come riferimento la guida “La benedizione dà forza all’amore” e disponendone l’applicazione come base dell’azione pastorale.
Nel corso del volo verso Roma, rispondendo a una domanda della giornalista Verena Stefanie Shälter, il Papa ha sottolineato innanzitutto che l’unità o la divisione della Chiesa non dovrebbe essere centrata sulle questioni sessuali. Ha osservato che spesso si tende a ridurre la morale ecclesiale a questo ambito, mentre esistono temi ben più ampi e rilevanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà tra uomini e donne e la libertà religiosa, che meritano maggiore attenzione.
Ribadendo che la Santa Sede ha già dialogato con l’episcopato tedesco, Leone XIV ha spiegato che non è accettabile la formalizzazione di benedizioni per coppie al di fuori di quanto già indicato da Papa Francesco. Ha ricordato che la Chiesa benedice tutte le persone, come avviene nelle celebrazioni liturgiche, e ha richiamato la nota espressione “tutti, tutti, tutti”, per indicare che ogni persona è accolta e invitata a seguire Cristo. Tuttavia, ha precisato che questa accoglienza implica anche un invito alla conversione personale. Andare oltre questo equilibrio, secondo il Papa, rischia di creare più divisione che unità, la quale deve invece fondarsi su Cristo e sul suo insegnamento.
Nella lettera del 10 aprile 2026, il cardinale Marx presentava la guida elaborata congiuntamente dalla Conferenza episcopale tedesca e dal Comitato centrale dei cattolici tedeschi, raccomandandola come riferimento pastorale. Il documento prevede la possibilità di celebrare benedizioni per divorziati risposati civilmente, coppie dello stesso sesso e altre situazioni che non rientrano nel matrimonio sacramentale.
Marx affermava che tutte le coppie che chiedono una benedizione dovrebbero poter sperimentare la vicinanza di Dio e che nessuna richiesta dovrebbe essere respinta. I sacerdoti che non si sentono di presiedere tali celebrazioni, per motivi di coscienza, sono invitati a indirizzare le coppie ad altri responsabili pastorali. L’arcidiocesi ha inoltre previsto percorsi formativi specifici a partire da giugno 2026.
Secondo il cardinale, la benedizione non equivale a un matrimonio sacramentale, ma non deve nemmeno essere interpretata come un’esclusione dalla comunità ecclesiale. Egli richiama il significato originario del termine benedicere, inteso come “dire bene” o augurare il bene, presentandolo come un contributo alla guarigione e alla riconciliazione.
Il contrasto con Roma non è nuovo, ma risale almeno al 2025, quando il documento prese forma a partire da una risoluzione del Cammino sinodale tedesco del marzo 2023 e fu approvato pochi giorni dopo la morte di Papa Francesco, durante la sede vacante. I vescovi tedeschi sostennero di aver lavorato in consultazione con il Dicastero per la Dottrina della Fede, ma tale interpretazione fu smentita dal prefetto, il cardinale Víctor Manuel Fernández.
In una lettera del novembre 2024, Fernández aveva sollevato due obiezioni principali: il rischio di legittimare unioni non matrimoniali e l’introduzione di una struttura rituale incompatibile con il documento Fiducia supplicans del dicembre 2023, che consente solo benedizioni spontanee e non ritualizzate. Fonti vicine al Dicastero hanno ribadito che non vi fu mai un’approvazione esplicita da parte della Santa Sede.
Anche all’interno dell’episcopato tedesco si sono registrate divisioni. Alcune diocesi, come Colonia, Augusta, Eichstätt, Passavia e Ratisbona, hanno rifiutato di adottare la guida, attenendosi strettamente alle indicazioni vaticane. Altre, invece, hanno promosso o applicato il documento, mentre alcune hanno assunto posizioni intermedie, lasciando libertà pastorale senza intervenire disciplinarmente.
Nel suo intervento, Leone XIV ha voluto infine ampliare la prospettiva del dibattito, insistendo sul fatto che la morale cristiana non può essere ridotta alla sola dimensione sessuale. Ha ribadito che l’accoglienza universale proclamata dalla Chiesa non coincide con un’approvazione indiscriminata, ma comporta sempre un invito alla conversione personale. Questo equilibrio, secondo il Pontefice, è essenziale per preservare l’unità ecclesiale, che deve rimanere saldamente fondata su Gesù Cristo e sul suo insegnamento.
