Da osservatori dei fatti politici, da amanti della verità, da persone libere che hanno scelto consapevolmente di non piegarsi alla retorica sanitaria dominante, guardiamo con preoccupazione e indignazione alla figura della parlamentare europea Pina Picierno.
Non tanto per ciò che rappresenta – un volto insignificante tra i tanti del progressismo europeo – quanto per il suo linguaggio, per le sue crociate ideologiche, e per quell’atteggiamento moralista che pretende di dividere l’umanità in buoni e cattivi, in vaccinati e “nemici del progresso”, in europeisti e “filo-Putin”.
Picierno ha dimostrato, in più occasioni, un odio viscerale verso chiunque si discosti dalla linea dettata da Bruxelles e da certa sinistra mondialista.
Le sue dichiarazioni contro chi ha scelto liberamente di non vaccinarsi – ridotti a paria sociali, ignoranti, traditori della comunità – non sono soltanto offensive: sono indegne di una rappresentante istituzionale.
Si è trasformata in tribunale morale ambulante, sputando sentenze contro milioni di italiani che, per coscienza, per prudenza o per semplice rispetto del proprio corpo, hanno detto no a un farmaco sperimentale imposto con toni da Stato autoritario.
La stessa intransigenza cieca si rivela quando si parla di geopolitica e di visione multipolare del mondo.
Chiunque osi esprimere posizioni critiche verso l’interventismo NATO o una visione unilaterale del conflitto russo-ucraino viene immediatamente bollato come “putiniano”, “sovversivo”, o persino “nemico della democrazia”.
Pina Picierno è tra le più accanite fautrici di questa narrazione binaria, in cui la complessità geopolitica viene ridotta a un videogioco tra eroi e malvagi.
È l’ideologia che distrugge ogni tentativo di analisi seria, che condanna ogni voce fuori dal coro, anche quando essa proviene da esperti, analisti o da militari che, a differenza della Picierno, hanno esperienza diretta delle dinamiche strategiche.
Ma Picierno non si ferma qui. Il suo linguaggio si è fatto, nel tempo, sempre più aggressivo. Non cerca il confronto: lancia anatemi. Non difende idee: combatte nemici.
È la politica dell’indignazione selettiva, del doppiopesismo, della superiorità morale a senso unico. Mentre predica tolleranza, alimenta lo scontro. Mentre dice di difendere la libertà, contribuisce a costruire un clima di repressione culturale.
Per chi crede nella Repubblica e ha scelto di pensare con la propria testa, vedere una simile rappresentante impunemente infangare milioni di cittadini europei è un insulto.
Non si tratta di destra o sinistra, ma di rispetto. Non si tratta di vaccini o geopolitica, ma di libertà. La libertà di dissentire, di scegliere, di pensare diversamente senza essere messi alla gogna.
Sappiamo distinguere tra patriottismo e propaganda, tra sicurezza e manipolazione, tra responsabilità e fanatismo. Picierno, con la sua retorica aggressiva, rappresenta purtroppo il fallimento di una certa classe politica: ideologica, intollerante, e incapace di ascoltare.
Se questa è l’Europa che vogliono imporci, fatta di bavagli, insulti e demonizzazione del dissenso, allora è nostro dovere morale, civico e politico, resistere. Con fermezza, con dignità, e con la forza della verità.

I vari Picierno di turno sono funzionali ad una élite massonica esoterica. Le democrazie occidentali sono un covo di laicismo comunista e socialista, in mano ad una élite finanziaria, prive di principi universali, come “Non rubare, Non uccidere”,, che sanciscono il idiritto di proprietà e il principio di non aggressione. Non possono che sfociare verso le democrazie totalitarie. Exit