C’è qualcosa di profondamente inquietante nel leggere che Famiglia Cristiana definisce “una vita spesa per gli altri” quella di Emma Bonino. Non inquietante per lei — per cui, come cristiani, preghiamo — ma per noi. Perché rivela una fragilità interna: la paura di dire la verità quando la verità è scomoda.
Emma Bonino non è solo un personaggio politico. È un simbolo. E il simbolo che rappresenta — quello di una cultura che ha tolto voce ai più piccoli, ai più indifesi — non può essere trasformato, neanche per gentilezza, in una bandiera di altruismo. Questo non è evangelico: è confusione.
Il punto è un altro: quando chi ha una posizione cattolica non usa quella posizione per proclamare ciò che è vero, allora qualcuno la userà per raccontare qualcos’altro. E questo è esattamente ciò che sta accadendo. Il mondo parla, la Chiesa tace. E quando parla, a volte sembra usare le parole del mondo.
Io spesso mi chiedo: se avessi io lo spazio, la visibilità, l’influenza che hanno certe realtà cattoliche… quanto potrei fare? Quanto potremmo fare tutti, se solo smettessimo di temere l’ostilità e iniziassimo a temere piuttosto il nostro silenzio. Perché non è il mondo che ci rende muti: spesso siamo noi che scegliamo di non parlare.
E allora succede questo: messaggi tiepidi, parole studiate, frasi che non disturbano nessuno ma non aiutano nessuno. Si dice “una vita per gli altri”, quando la storia mostra esattamente il contrario. E ricordarlo non è crudeltà: è responsabilità verso le coscienze che ci leggono.
La vera carità non ha paura della verità. Ed è proprio perché crediamo nella misericordia che possiamo dire ciò che altri tacciono: il nostro compito non è elogiare, ma intercedere. Non è rendere accettabile ciò che il Vangelo non accetta. Non è nascondere la realtà, ma illuminarla con Cristo.
E qui arriva la parte più scomoda — ma anche la più necessaria.
Se noi cristiani, oggi, non abbiamo più il coraggio di dire che cos’è la vita, che cos’è la verità, che cos’è il bene… allora chi lo dirà? Se persino noi, che conosciamo Cristo, ci adattiamo al linguaggio del mondo… allora chi annuncerà Cristo?
Forse non è Emma Bonino a doverci mettere paura. Forse dovremmo iniziare ad avere paura di una cosa molto più grave: che smettendo di proclamare la verità, siamo noi a tradire “gli altri”. I più piccoli, i più fragili, i più dimenticati. Quelli che non hanno voce — e aspettavano la nostra.
