L’ultima tappa del Tour de France 2025 da Mantes‑la‑Ville agli Champs‑Élysées di Parigi, di 132,2 km, è stata vinta dal grande Wout van Aert, che ha saputo sorprendere sulla salita ripetuta di Montmartre e staccare Tadej Pogacar nell’ultimo giro prima del traguardo sui Campi Elisi, conquistando una vittoria prestigiosa, la sua prima tappa al Tour dal 2022 e la decima della carriera nella Gran Boucle.
Nonostante lo sloveno sia arrivato quarto sul traguardo, la classifica generale era ormai già sua: Pogacar ha trionfato per la quarta volta nel Tour de France a soli 26 anni, eguagliando il record di quattro vittorie di Chris Froome e avvicinandosi al club dei cinque di Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain.
Negli ultimissimi 50 km, a causa del meteo avverso e del pavé scivoloso sui tornanti di Montmartre, la corsa è stata neutralizzata e i tempi congelati per proteggere la classifica generale: Pogacar ha corso con prudenza ma non ha rinunciato a lanciarsi in attacchi coraggiosi sulle rampe parigine, mostrando un atteggiamento aggressivo pur senza la vittoria di tappa, scelta che ha ulteriormente consolidato la sua leggenda.
Guardando all’intero Tour, Pogacar ha dominato fin dalla settimana pirenaica; prima con un attacco devastante sull’Hautacam nella diciassettesima tappa (12ª del Tour) dove ha guadagnato secondi importanti su Vingegaard e sugli altri big, imponendosi con autorità e conquistando la maglia gialla, poi con la cronoscalata di Peyragudes (tappa 13) vinta in 23’00″ con oltre mezzo minuto su Vingegaard, rafforzando ulteriormente il suo margine in classifica generale. Nella terza settimana ha mantenuto un controllo assoluto, respingendo ogni tentativo di Vingegaard, nel frattempo protagonista, ma sempre alle sue spalle con un distacco finale di ben 4’24″. Il tedesco Florian Lipowitz, talentuoso esordiente under‑25, ha completato il podio con la maglia bianca, staccato di oltre 11 minuti ma segno di una nuova generazione pronta a imporsi, mentre l’italiano Jonathan Milan ha conquistato la maglia verde nel conteggio punti grazie a costanza e volate ben piazzate anche sui traguardi intermedi. Il Tour nel complesso ha visto Pogacar trionfare su quattro tappe (4, 7, 12 e 13), assicurarsi anche la maglia a pois di miglior scalatore e superare la soglia delle 100 vittorie in carriera. La sua supremazia è sembrata totale: perfino quando Vingegaard ha sfiorato il secondo posto in alcuni giorni, Pogacar ha risposto con calma glaciale e uno spunto finale che ha lasciato gli avversari a inseguire. Jonas – in splendida forma – ha dimostrato progressi significativi rispetto ai Tour precedenti, ma non è riuscito a incrinare la leadership dello sloveno, sempre implacabile sul Ventoux, nelle montagne delle Alpi e nei controlli di gruppo negli ultimi giorni.
Questa edizione ha confermato che Pogacar è già tra i più grandi nella storia del ciclismo moderno: quattro Tour a 26 anni, ventuno tappe vinte alla Grande Boucle, più di cento successi complessivi, dominatore completo in salita, a cronometro e in azioni da km zero. La sua classe, la lucidità nel calcolare ogni mossa, la capacità di resistere alle contromosse e attaccare con fermezza su ogni terreno l’hanno reso una figura leggendaria, e questa edizione 2025 ne ha ancora una volta consacrato il mito.
