Durante il Giubileo dei Giovani Papa Leone XIV ha invitato gli influencer di ispirazione cattolica ad essere davvero divulgatori della Parola e della speranza. Per capirne di più, abbiamo intervistato un “influencer” cattolico, il sacerdote più social d’Italia, della diocesi Brindisi- Ostuni, don Cosimo Schena, presente al Giubileo dei Giovani.
Don Cosimo, il Papa vi ha rivolto un pressante invito, quello di essere divulgatori della Parola e di speranza utlizzando al meglio le tecnologie…
“Condivido il messaggio di Papa Leone che come sempre non è mai scontato ed anzi profondo e meritevole di attenzione. Viviamo nel mondo della tecnologia e del digitale , questo non possiamo ignorarlo come non dobbiamo aver paura del progresso tecnico. L’importante è saperlo dominare e utilizzarlo nel modo corretto”.
In che senso?
“Pensiamo all’intelligenza artificiale. Anche su questo punto il Papa ha ragione quando la mette tra le priorità sociali, essendo essa paragonabile per l’ impatto ad una nuova rivoluzione industriale. Ormai ci sta, dobbiamo convivere con essa, tuttavia è necessaria una visione etica della stessa. In sintesi, la IA non deve prendere il posto dell’ uomo, ma sia sempre l’ uomo a regolarla”.
Qual è il modo migliore di essere prete ed influencer?
“La credibilità e la coerenza negli stili di vita, ma vale da sempre. E’ un criterio che deve ispirare tutti, specialmente gli uomini di chiesa. Il fedele, quando ti ascolta, deve sapere che il tuo annuncio corrisponde al tuo stile di vita, lo legge dagli occhi che sono specchio dell’ anima. Ma se tu dici una cosa e nel reale fai l’ opposto, se vivi come se Dio non esistesse o peggio la tua condotta è in opposizione a quello che il Vangelo ci dice, non sei un testimone vero e di riflesso non puoi ritenerti un sincero influencer. Anzi, a dirla tutta, sei un contro influencer, un cattivo esempio”.
Che differenza tra un prete… tradizionale ed uno digitale?
“Ormai tutti i sacerdoti si sono resi tecnologici, chi più chi meno. Ed è un bene a patto di usare questo progresso secondo coscienza e soprattutto in obbedienza al dovere di annunciare sempre e in modo instancabile l’annuncio, la buona notizia: il Vangelo. Però il Vangelo maggiormente profumato è la vita di ciascuno di noi e ancor più di un uomo di Chiesa che mai deve scandalizzare”.
Oggi nei social ed anche nei media prevalgono le cattive notizie…
“E’ inevitabile e lo capisco. Il male fa sempre più notizia del bene che al contrario è silenzioso. Però penso che di tanto in tanto sia bene indicare anche quello che va e il bene che esiste: è tanto e non trova la necessaria descrizione mediatica. Sarebbe utile a tutti indicare esempi di bello e di buono. Il male è contagioso, ma il bene lo è di più”.
Papa Leone ha detto ad un gruppo di francesi che occorre evitare il sesso come mero intrattenimento…
“Ha ragione. Se intendiamo la sessualità come gioco, o come diversivo anche virtuale, siamo fuori strada. Tanti praticano il sesso al computer, ma questa è una sessualità sbagliata e direi persino una depravazione. La sessualità è responsabilità, amore puro, relazione con l’altro e l’altra nel rispetto della sua dignità e della Parola di Dio. In sintesi si evitino le scorciatoie, la ricerca delle emozioni forti, e la si viva serenamente, in maniera onesta e corretta ricordando che l’ altro o l’ altra hanno una loro dignità che non va ferita”.
Come mai chi pratica sesso on line si abbandona a tutto?
“Sul pc, che regala emozioni false, si eliminano i freni inibitori, si dice tutto, anche le cose perverse e false. Diversa è la realtà interpersonale dove, almeno tra chi ha un senso etico, prevalgono pudicizia e senso morale. L’ amore che è un sentimento meraviglioso, ha bisogno di regole e soprattutto di reciprocità”.
Bruno Volpe
